Disaster;
From Italy.
In love with books, weapons and rock. Lana del Rey, Vasco Brondi, Placebo. Brian Molko is God.
Disaster;
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Tristissimo. Lo era davvero. Triste. Hanno occhi tristi queste bambole. Sorrideva. Sono triste. Abito a triste. Sembrava il nome di un paese in cui vivere. Vivo a triste. Addio.

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Revolver, Isabella Santacroce

(via tuuli-cinnamomo)
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Vorrei che Courtney Love fosse mia amica e che mi cantasse tutte le sere Doll Parts, stesa in sottoveste nel suo letto. Vorrei che ascoltaste Doll Parts mentre leggete quello che voglio scrivere, seduti a terra con la sua voce vicina, leggete lentamente quello che segue e toccatevi le braccia, e se volete pensate che vi sto guardando appesa al soffitto.

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(via veroniquevtff)
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"Mi regalavo passivamente alle prove cercando differenze tra il soffrire fisico e l’altro soffrire. Il primo lasciava visibili tracce. Il secondo irrigidite espressioni."
Isabella Santacroce. (via icarusmovement)
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"Allo specchio la sua figura cercava forza. Individualità. Si nasce e si muore soli..Voleva occupare un punto qualsiasi di quello spazio solitario. Voleva pensarsi senza nessuno."
Isabella Santacroce, “Lovers”. (via atelophobiadelirium)
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ohanorexorcist:

Se le avesse ascoltate quelle parole. Esistono parole che non hanno bisogno di voce ed erano quelle… Pur restando mute gridavano. Uccise dentro pugni chiusi. E nulla era più da capire ma da dimenticare. Dimenticare e fuggire.
(Lovers - Isabella Santacroce)
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"Abbiamo bevuto birra quella sera e i suoi occhi mi piacevano. Avevano quell’innocenza vergine che solo certi cani bastardi riescono ad avere. Da piccola avevo un cane del genere, un meticcio abbandonato. Quando mi guardava riuscivo a capire cosa intendono gli angeli quando parlano di purezza, e il suo sguardo mi faceva star male perchè non avrei mai potuto regalare occhi simili a nessuno, e sapevo sarebbe morto presto perchè la purezza non ha anticorpi, ed è così fragile che qualsiasi dannoto microbo da microscopio può distruggerla anche solo con la sola forza del pensiero."
Isabella Santacroce - Destroy (via applesuicide)
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"Come posso non sentirmi il mostro che sbrana la mia delicatezza. Perché mi faccio sempre così male? Mi tuffo nella violenza con impeto spaventoso, con un’inspiegabile speranza di distruggere qualcosa di me che ancora non riesco a guardare. Per andarmene da tutto, finalmente leggera, incolpevole di una scelta inflitta, magnificamente straziante."
Dal diario di Isabella Santacroce Minster Lovell, 23 dicembre 1911, ore 03,30 (via antimusajhwh)
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"Io credo che il romantico arrivi di scatto, come uno schiaffo. Baciarsi è sospendersi, è oltrepassare la terra. Eravamo un volo che è fermo. Indietreggiati dinanzi alla vita. Un trapasso leggero le nostre lingue che incontrano l’acqua del sangue, e poi dividersi, diventare passi sopra strade diverse.
Che disgusto che provo per me ancora sognante. Adolescente trucidata chissà quante volte, eppure ancora votata all’incanto.
Scrivo tante cose terribili, eppure basta l’accenno del brillare della dolcezza a stregarmi, e allora entro nella piccola stanza pulita che ho in mezzo al lago del cuore, e vago trascinata dai sogni.
Dimentico, e ancora parlo, scappando dall’umano che ho, e sempre disprezzo."
Dal diario di Isabella Santacroce Minster Lovell, 21 dicembre 1911, ore 05,57 (via antimusajhwh)
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dawn-of-the-knightriders:

Nascere e sentire in maniera costante la morte. E non sai se sei nata. Se non è mai successo. Sai solo una cosa per certo. Dovrai soffrire per sempre moltissimo. Tu sei il prescelto con la sensibilità devastante. Qualsiasi cosa succeda la sentirai il doppio. Qualsiasi cosa tu veda la vedrai in modo perfetto. Distorta quel tanto che basta per andare oltre alla forma. Sai tutto. Conosci il dettaglio. Non puoi negarti. Neppure un po’ illuderti. Hai un programma che t’hanno installato quando eri nel ventre. Per raddoppiarti l’ascolto. Ti parla qualcuno alle orecchie. Ti dice come stanno le cose. Per filo e per segno. Hai una lucidità che t’acceca speranze. Per questo poi se ti pensi contrapponi a ogni cosa il suo opposto. Per compensare la lucidità con la nebbia.
[Isabella Santacroce - Revolver]
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"Non erano le cicatrici nei fiori, erano sul suo polso sinistro. Non erano le cicatrici nei fiori, io le ho spostate, sperando svanissero da quel polso sinistro che un tempo ho ferito. Con quel ricordo si è aperto un abisso di terrificanti penombre, lentamente arriverà il chiarore a scoprirlo, e dopo vedremo, quelle zone di vita che abbiamo perduto"
Amorino - Isabella Santacroce (via unornya)
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"Immagino due ragazzi in lontananza, un cielo strano, l’adolescenza. Penso a come sarebbe stata la mia vita se avessi avuto delle braccia attorno nei momenti di tempesta."
Amorino, Isabella Santacroce (via strawberrysku)
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"La tv accesa rovesciava il mondo quella mattina fuori pioveva e io contavo le vene dei miei polsi posandoci sopra spilli premevo per godere dell’apparizione di piccole perle rosse nate-da-succhiare insaporivo la lingua colorandola e così insistevo nella piacevole tortura scoprendomi abile nel gesto sceglievo quelle più spesse e scure in prossimità del palmo incurante di linee della vita e delle altre mi deliziavo trafiggendomi con cromati aghi che lasciavo verticali infilati per metà dentro come bandierine sulla luna. Fuori pioveva la tv accesa rovesciava il mondo sul mio polso metallico teso verso il soffitto eroico e mestruo che rigava l’interno del braccio sinistro disegnando nuove vene esterne. Posando in penombra scattai Polaroid per la mia collezione di autolesioni, poi presi il profumo di mia madre e lasciai cadere dentro le gocce di sangue migliori sicura che il vetro blu avrebbe nascosto il mio segreto l’agitai sdraiandomi sul soffice del suo letto a due piazze immaginai il momento dell’uso della fresca fragranza floreae immaginai il suo collo bagnato di me passeggiare baciato da amanti e immaginai i suoi seni masturbandomi mi alzai toccando la finestra guardai fuori due cani montarsi mentre milligrammi di incoscienza svanivano lasciandomi intravedere l’imperfezione della mia esistenza piansi e chiamai le tenebre."
Luminal, Isabella Santacroce (via amaranthinemess)
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"Io non so cosa sia la pazzia. Forse è un suono che si muove nelle orecchie. Forse è una mente che continuamente grida. La pazzia è una mente che continuamente grida, e nessuno la sente. Forse già sono pazza, vedo le cicatrici nei fiori."
Isabella Santacroce (via ilvuotomicirconda)
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"Soltanto gli amori veri e intangibili, gli amori fatti di lontane malinconie e rimpianti, sono magnifici! Senza complicazioni carnali, senza che vi si mischi il lievito dell’immondizia! Amarsi da lontano e senza speranza, non appartenersi mai, sognare castamente pallide vicinanze, baci impossibili, carezze spente su fronti dimenticate di donne morte, languori stupendi e senza ritorno. Tutto il resto è ignobile o vuoto di senso."
(via borderline-romanceandcigarettes)
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"E anche se non ti ho amato ti ho amato tantissimo, perché io non ho mai amato nessuno, nemmeno me stessa."
I. Santacroce (via parlamidelletuegalere)